8 Secoli di Misericordia – La storia della Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze (Cofanetto)

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Opera nata dalla cooperazione con:

•  Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze
•  Soprintendenza Archivistica e Bibliografica della Toscana

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Descrizione

“8 secoli di Misericordia”

La storia della Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze

8 documentari scaricabili in formato MP4 a soli 10,00 ‎€ oppure in elegante cofanetto con 2 DVD a 15,00 ‎€

La storia  della Venerabile Arciconfraternita della Misericordia di Firenze per la prima volta disponibile in un’opera multimediale costituita da 8 documentari. La storia di una delle più antiche istituzioni fiorentine narrata finalmente da 8 inediti documentari in modalità facile  ed attraente. L’opera multimediale “8 secoli di Misericordia” è distribuita in esclusiva dalla Leone Multimedia, un’azienda di Firenze che opera nell’editoria multimediale dal 1985 . La storia della Misericordia ci è stata tramandata fino ai giorni nostri, grazie all’eccezionale patrimonio costituito dalle migliaia di documenti costuditi nell’archivio dell’Arciconfraternita della Misericordia in piazza del Duomo a Firenze. “Nessuna ricompensa” è il primo di 7 documentari e narra, anche attraverso una pièce interpretata da attori professionisti, la secolare storia del Sodalizio mentre gli altri sono dedicati a temi e momenti significativi nella vita dell’Istituzione – la peste, l’epidemia di colera del 1855, le guerre mondiali, il cimitero di Pinti, il cimitero di Soffiano, i servizi sportivi – e si concludono con i contributi speciali degli storici prof. John Henderson e prof.ssa Costanza Geddes da Filicaia.

“8 secoli di Misericordia” , La storia dell’Arciconfraternita della Misericordia di Firenze disponibile in Video

Hanno contribuito alla realizzazione di questo documentario i seguenti Enti:

  • Archivio della Misericordia di Firenze
  • Archivio di Stato di Firenze
  • Archivio Storico del Comune di Firenze
  • Galleria degli Uffizi
  • Gabinetto fotografico degli Uffizi
  • Biblioteca Biomedica, Università degli Studi di Firenze
  • Biblioteca Medicea Laurenziana
  • Museo Storia Naturale – La Specola
  • Fondazione Scienza e Tecnica
  • Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella Firenze
  • Museo Anatomia Patologica, Università degli Studi di Firenze


Hanno contribuito alla realizzazione dei seguenti documentari:

Archivisti della Misericordia

  • Dott.ssa Barbara Affolter
  • Dott.ssa Laura Rossi
  • Dott. Riccardo Beconcini


Consulenti storici della Misericordia

  • Dott. Duccio Moschella
  • Dott.ssa Silvia Nanni
  • Dott. Enrico Santini


Consulente storico e scientifico

  • Prof.ssa Donatella Lippi, professore di Storia della Medicina e Bioetica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Firenze.


Consulenti storici 

  • Prof. Francesco Gurrieri già professore ordinario di “Restauro dei monumenti” dell’Università degli Studi di Firenze e membro dell’Accademia delle Arti del Disegno di Firenze
  • Prof.ssa Costanza Geddes da Filicaia, Professore di Letteratura italiana contemporanea presso l’Università di Macerata


E DOCUMENTARI

Nessuna ricompensa – 37′
Firenze e la peste – 16′
La misericordia e il colera a Firenze – 15′
La Misericordia in guerra – 19′
Il cimitero dei Pinti – 21′
Il cimitero di Soffiano – 15′
Una lunga storia di servizi sportivi – 9′
Contributi speciali – 17

– Intervento del prof. John Henderson
– Intervento della prof.ssa Costanza Geddes da Filicaia

ISBN 978-88-940048-6-1

Regia: Leandro Giribaldi, Fotografia: MaurizioMontagni, Musiche: Marco Bucci

CAPITOLO 1

Nessuna ricompensa

 

Nessuna ricompensa” è il primo di 7 documentari e narra, anche attraverso una pièce interpretata da attori professionisti, la secolare storia del Sodalizio ripercorrendo i periodi storici che vanno dal 1244 fino ai giorni nostri:

La battaglia a Firenze del 1244 guidata da Pietro da Verona, un frate domenicano, per sconfiggere l’eresia catara. Pietro da Verona fondò la società Nuova di Santa Maria detta della Misericordia, la Società delle Laudi di Santa Maria Novella e la Società Maggiore di Santa Maria detta del Bigallo.

La Buffa era indossata dai Fratelli della Misericordia per restare anonimi.

Il sodalizio, si orientò fin dall’inizio della sua storia al trasporto dei malati verso gli ospedali della città, alla raccolta di elemosine per fornire una dote alle fanciulle più povere e alla sepoltura dei defunti.

Nel 1329, il Comune di Firenze, per meglio tutelare le confraternite cittadine, le aveva autorizzate ad eleggere i propri Capitani con il compito di rappresentarle e proteggerle.

Nel 1575 il titolo di Capo di Guardia affiancò quello di capitano. Venire eletti Capo di Guardia sarà uno dei più alti onori concessi ad un membro della Misericordia.

Si eleggeva inoltre un Camarlingo che era un titolo operativo di grande responsabilità e un provveditore che riceveva in consegna i beni della confraternita e aveva il compito di amministrarli.

Alle origini la Confraternita si servì per il trasporto degli infermi della zana di vimini.

Negli satuti della Misericordia è ripetuto più volte in modo da non lasciare alcun dubbio il principio per cui i fratelli non dovessero ricevere alcun compenso per le opere di carità.

-E non accettano in cambio che un bicchiere d’acqua perché il servizio poteva essere ripagato solamente con un “Dio ve ne renda merito”-

La misericordia fu attiva durante nel trasporto dei malati durante la peste del 1348 che provocò circa sessantamila vittime, più della metà dell’intera popolazione.

La peste ha colpito Firenze ventitré volte nel corso della sua storia e la città nel 1400 era piena di ospedali grandi e piccoli, circa un centinaio fra pubblici e privati, ma nessuno di essi adeguato a soccorrere gli appestati.

La separazione fisica degli ammorbati da tutti gli altri malati fu sancita da una specifica legge nel 1464.

Tra il 1523 e il 1527 Firenze soffrì dell’ennesima epidemia di peste nella quale morirono quarantamila persone.

Nel 1479 fu eretto il primo di appositi ospedali detti lazzaretti, tra Santa Croce e le mura della Zecca, in via Malcontenti, oggi Montedomini.

Dal 1575 San Sebastiano sarà ufficialmente il Santo patrono della Misericordia e ogni anno dagli inizi del ‘500, il 20 gennaio, vengono distribuiti i panelli benedetti, simbolo di solidarietà e carità verso i più bisognosi.

Nel 1631 Firenze viene devastata da una nuova epidemia di peste.

Nel 1855 a Firenze la grande epidemie di colera.

L’inizio del ‘900 porta ad un rinnovamento nell’assistenza e nell’opera di soccorso con i primi carri lettiga dotati di ruote.

La prima autoambulanza a motore in servizio viene inaugurata nel 1911

La ricostruzione storica di questo eccezionale documentario è arricchita dalle centinaia di documenti dettagliati che testimoniano numeri, personaggi, attività, luoghi, date e inoltre sono presenti brevi fiction interpretate da attori professionisti.

Una imperdibile opportunità per i fiorentini di acquisire quella memoria storica della citta ormai dimenticata.

Durata 37′     Regia: Leandro Giribaldi ,  Fotografia : Montagni Maurizio , Musiche : Marco Bucci

CAPITOLO 2

Firenze e la peste

[ngg src=”galleries” ids=”4″ display=”basic_thumbnail” thumbnail_crop=”0″]L’epidemia del 1348, secondo Giovanni Villani, era giunta da Oriente

La peste fu una tragedia devastante per la città di Firenze, ed evoco uno sconvolgimento sociale come:

– L’inumazione dei cadaveri, non più uno in ogni bara, anche 7 i cadaveri che erano accatastati nella stessa bara.

– Intere casate nobiliari e non nobiliari erano sterminate dalla peste.

– L’abbandono degli ammalati anche da parte dei parenti più stretti.

Non esistevano terapie contro questa malattia, che portava velocemente alla morte, ma si poteva sperare di sfuggirle solo in maniera preventiva, seguendo i consigli dei medici…

Baldassarre Bonaiuti, detto Marchionne di Coppo Stefani, denunciò la speculazione sui prezzi dei beni di prima necessità e beni che si credeva prevenissero e curassero la peste.

Sono presenti straordinarie testimonianze documentali fornite dai seguenti istituti:

Archivio della Misericordia di Firenze
Archivio di Stato di Firenze,
Biblioteca Medicea Laurenziana,
Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella Firenze

Testo e consulenza scientifica: Prof.ssa Donatella Lippi, professore di Storia della Medicina e Bioetica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Firenze.

Intervento della prof.ssa Costanza Geddes da Filicaia, Professore di Letteratura italiana contemporanea presso l’Università di Macerata

Durata 16′     Regia: Leandro Giribaldi ,  Fotografia : Montagni Maurizio , Musiche : Marco Bucci

CAPITOLO 3

La Misericordia e il colera a Firenze

[ngg src=”galleries” ids=”5″ display=”basic_thumbnail” thumbnail_crop=”0″]Il documentario illustra tutte la fasi storiche del colera a Firenze, dalla fase espansiva del morbo , a quella del contenimento attraverso l’isolamento presso i lazzaretti.

I navigatori arabi ed europei ne conoscevano da tempo l’esistenza del colera.

E’ solo agli inizi dell’Ottocento che il colera uscì dai suoi storici confini, l’India e la regione del Bengala in particolare, per dilagare nel resto del mondo.

Quando scoppiava un’epidemia di colera, le persone venivano improvvisamente colpite da diarrea, accompagnata da abbattimento delle forze e vomito, a cui seguiva una inarrestabile diarrea e la morte.

Alimentazione insufficiente e condizioni igienico-sanitarie precarie influirono in maniera decisiva nell’espansione della malattia.

Nell’incertezza dell’interpretazione delle cause della malattia, ebbe origine una lunga discussione per individuare misure sanitarie di difesa e prevenzione, tramite le quarantene per le imbarcazioni, i cordoni sanitari, l’allontanamento dei soggetti colpiti in apposite strutture.

Il colera raggiunse l’Italia per la prima volta nel luglio del 1835.

Anche nell’epidemia successiva, del 1853-55, l’andamento fu analogo, ma decisiva fu l’intuizione del legame tra il diffondersi delle epidemie e l’ambiente, ponendo l’attenzione sul ruolo svolto dalle acque inquinate e dalle deiezioni umane dei soggetti colpiti.

I Fratelli della Misericordia aggiunsero ai servizi ordinari, l’attività di soccorso e di trasporto dei colerosi, spesso portati a braccia, nei casi in cui il cataletto non potesse raggiungere le loro abitazioni, ma il loro esempio fu tale che il numero degli ascritti aumentò, per spirito di emulazione.

I Fratelli procedevano anche alla disinfezione degli arnesi e della sede, “con cloruro di calce” e con “aceti acconci e profumati” , mentre venivano attrezzate apposite strutture per isolare i malati.

Oltre al lazzaretto in via della Nunziatina (via della Chiesa in Oltrarno), vengono aperti altri lazzaretti, di cui il documentario indica le esatte ubacazioni.

In questo contesto, si inserisce la figura di Pacini, che, grazie all’impiego del microscopio, nel 1854, poté esaminare il sangue, le feci e le alterazioni delle mucose intestinali dei soggetti morti di colera in Santa Maria Nuova, dimostrando la presenza, nella mucosa intestinale, di milioni di elementi che chiamò vibrioni.

Nel Museo Anatomico da lui fondato, c’è una sezione micrografica, in cui sono tuttora raccolti più di 400 suoi preparati istologici.

Fu grazie all’uso del microscopio che poté individuare il vibrione del colera.

Pacini si spinse oltre facendo una scoperta che avrebbe salvato la vita a molti malati.

Sono presenti straordinarie testimonianze documentali fornite dai seguenti istituti:

Archivio Storico del Comune di Firenze
Archivio della Misericordia di Firenze
Biblioteca Biomedica, Università degli Studi di Firenze
Fondazione Scienza e Tecnica
Museo Anatomia Patologica

Testo e consulenza scientifica: Prof.ssa Donatella Lippi, professore di Storia della Medicina e Bioetica presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi di Firenze.

Durata 16′        Regia: Leandro Giribaldi  , Fotografia: Maurizio Montagni , Musiche : Marco Bucci

CAPITOLO 4

La Misericordia in guerra

[ngg src=”galleries” ids=”6″ display=”basic_thumbnail” thumbnail_crop=”0″]Dal 1915 al 1918 e primo dopo guerra, la Misericordia è attiva nel trasporto dei militari feriti e malati che giungevano dal fronte, dalle stazioni ferroviarie agli ospedali.

Gli assistiti in divisa sono 2097 nel 1916, 1073 nel 1917 e 1045 nel 1918.

Dopo la disfatta di Caporetto la Misericordia accoglie migliaia di profughi, sopratutto bambini che vengono distribuiti nei vari asili infantili e nei vari punti di accoglienza di istituti religiosi.

Si pensa già a gettare le basi del sostegno ai mutilati gravi, che su base nazionale sono 463mila.

Gli ospedali più attivi erano quelli militari, come l’ospedale Sant’ Agata, noto come Ospedale militare di San Gallo

Nel corso dello stesso triennio, nelle camerate dell’ospedale militare allestito all’Istituto del Sacro Cuore, vicino al piazzale Michelangelo, sono ricoverati i feriti gravi e si assistono gli ammalati delle più diverse patologie, fatti affluire dai campi di battaglia.

La Misericordia in quegli anni istituisce anche un nucleo civile affrontando con grande professionalità la grande epidemia di spagnola del 1918.

Fra i servizi straordinari si deve aggiungere quello del 10 agosto 1920 per lo scoppio della polveriera di San Gervasio.

L’attacco chimico era divenuto tangibile con la prima guerra mondiale, nitrite era il gas più temuto, le squadre delle Misericordia si erano esercitate con maschere antigas per intervenire in pochi minuti in caso di attacco chimico.

Il conte Paolo Guicciardini era entrato giovanissimo nella Misericordia e divenne Provveditore nel 1930. E’ ricordato per l’inaugurazione nel 1938 del primo ambulatorio della Misericordia presso Vicolo degli Adimari.

Firenze vive il suo periodo bellico più caldo fra il luglio del 1943 e tutto l’agosto del 1944 dove gli allarmi aerei sono stati 456.

Nel settembre del 1943 in zona stazione campo di Marte , viene distrutto dai bombardamenti il convento dei frati Bigi e le case di via Mannelli che lo circondano, ci sono centinaia di morti.

11 marzo 1944 , sono bombardate  in pieno giorno la zona Statuto, viale Redi e la stazione centrale di Santa Maria Novella, durante incursioni aeree in pieno giorno. Il giovane autista della Misericordia, Corrado Falconi, soccombe vittima dei bombardamenti nel soccorrere le persone.

Nella stessa incursione aerea cade anche il padre del senatore Giovanni Spadolini, che era un tenente della Croce Rossa Italiana.

Il 1 maggio del 1944 , un’incursione area alleata colpirà lo scalo ferroviario della stazione di Santa Maria Novella, colpendo le officine e uccidendo molti ferrovieri.

Nel Luglio del 1944, l’ultima azione di alcuni elementi della banda fascista del maggiore Carità, che irruppero in piazza Torquato Tasso, iniziarano a sparare sulla folla e a rastrellare giovani in eta militare, morì anche un bambino, Ivo Poli di otto anni.

Il dottor Duccio Moschella, effettua una straordinaria ricostruzione storica attraverso i documenti dell’Archivio della Misericordia di Firenze e le fotografie concesse dal gabinetto fotografico degli Uffizi.

Durata 19′  Con dott. Duccio Moschella,  Regia : Leandro Giribaldi   Fotografia : Francesco Ritondale , Musiche : Marco Bucci

CAPITOLO 5

Il cimitero dei Pinti

[ngg src=”galleries” ids=”7″ display=”basic_thumbnail” thumbnail_crop=”0″]

Il cimitero dei Pinti, situato in via degli Artisti, prende il nome dalla vecchia porta Pinti.

Il professore Francesco Gurrieri e il dott. Enrico Santini, guidano alla scoperta di questo antico cimitero della Misericordia, un autentico museo a cielo aperto , oggi chiuso al pubblico.

La Misericordia era deputata a seppellire i morti come è scritto nelle sue costituzioni e ha preso avvio con questa attività con la peste del 1348.

Nel 1747, in questo luogo era locato un cimitero di proprietà dell’ospedale di Santa Maria Nuova per seppellire le persone che non avevano famiglia e sulle quali l’ospedale aveva fatto degli studi anatomici, e viene chiamata la Misericordia per fare questa attivita.

Il granduca Pietro Leopoldo, nell’ottavo decennio del 1700 vieta le sepolture dentro il perimetro urbano.

Questo fa si che la Misericordia debba preoccuparsi di creare un nuovo sito all’esterno delle mura della città, e questo sito viene individuato lungo l’attuale via degli Artisti.

L’incarico per realizzare questo cimitero viene dato ad un igegnere Architetto del tempo, l’ingegnere Veraci.

Nel 1837 viene iniziata la costruzione, l’Architetto Paolo Veraci la termina nel 1839.

Sotto il loggiato ci sono le tombe distinte e nel centro viene messa la Cappella dedicata all’Immacolata Concezione, dogma istituito da papa Pio IX proprio in questo periodo.

Il documentario è arricchito da breve biografie di personaggi fiorentini storicamente rilevanti , che hanno prestato servizio presso la Misericordia di Firenze, seppelliti nel cimitero dei Pinti.

Un’occasione unica per visitare il Cimitero dei Pinti attraverso la visione di questo documentario.

Durata 21′ Con prof. Francesco Gurrieri, dott. Enrico Santini,  Regia: Leandro Giribaldi , Fotografia: Montagni Maurizio , Musiche : Marco Bucci

CAPITOLO 6

Il cimitero di Soffiano

[ngg src=”galleries” ids=”8″ display=”basic_thumbnail” thumbnail_crop=”0″]Il nuovo cimitero di Soffiano, consegue al riordinamento di Firenze capitale.

Nel 1888 la Misericordia acquista 3 etteri di terreno lungo la via di Soffiano.

L’incarico del progetto viene affidato all’architetto Michelangelo Maiorfi che redige i primi progetti che vengono esaminati.

Viene approvato l’impianto planimetrico a carattere monumentale con costruzione assiale

I lavori iniziano nel 1896 e terminano due anni dopo.

Nel tempo il Maiorfi cura tutti gli ampliamentie anche le prime cappelle del cimitero di Soffiano.

A lui succedono gli ingegneri Luigi Buonamici, Mario Raddi e Primo Saccardi e gli architetti Giovanni Paciarelli (che dette veste unitaria a tutto il cimitero) e Giuseppe Castellucci (che ampliò l’ala nord).

Il cimitero di Soffiano è caratterizzato anche dalla presenza di cappelle delle grandi famiglie fiorentine che hanno avuto rapporti di grande attenzione con la Misericordia.

Il prof. Francesco Gurrieri guida alla storia del cimitero di Soffiano, dalla sua edificazione, fino a esaminare aspetti biografici di personaggi fiorentini di rilievo nella storia della città di Firenze che sono sepolti nel cimitero.

Durata 15′   Con prof. Francesco gurrieri,  Regia: Leandro Giribaldi      Fotografia: Maurizio Montagni  –  Francesco Ritondale , Musiche : Marco Bucci

CAPITOLO 7

Una lunga storia di servizi sportivi

[ngg src=”galleries” ids=”9″ display=”basic_thumbnail” thumbnail_crop=”0″]La dottoressa Silvia Nanni illustra attraverso gli storici documenti dell’Archivio della Misericordia,  la partecipazione della Misericordia ai numerosi servizi di pronto soccorso svolti nel territorio fiorentino, in occasione di importanti eventi e manifestazioni sportive.

Assidua è la presenza della Misericordia al circuito del Mugello, il primo servizio risale al 1914

A Maggio / Giugno del 1924 al campo delle Cascine si svolge il campionato mondiale di ginnastica, la Misericordia è presente con numerosi volontari e due ambulanze.

Nel 1928 l’automobil Club d’ Italia chiede alla Confraternita lo svolgimento di un servizio molto impegnativo, con l’allestimento di ben 17 punti di pronto soccorso dislocati lungo tutto il tragitto del circuito autombilistico del Mugello.

Profuso è l’impegno della Misericordia durante il periodo fascista,  dove proliferava l’attivita sportiva in molteplici discipline, e che il documentario ricostrusce attraverso i preziosi documenti dell’archivio storico della Misericordia.

Durata 9′  Con dott.sa Silvia Nanni,  Regia: Leandro Giribaldi , Fotografia: Maurizio Montagni , Musiche : Marco Bucci

CAPITOLO 8

Contributi speciali:

[ngg src=”galleries” ids=”10″ display=”basic_thumbnail” thumbnail_crop=”0″]Intervento del prof. John Henderson – Birckbech University of London
Intervento della prof.ssa Costanza Geddes Da Filicaia – Università di Macerata

Durata 17′ Regia: Leandro Giribaldi , Fotografia: Maurizio Montagni , Musiche : Marco Bucci

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